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Avvisaglie di terrore

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Genesi delle Acque - 10 di Prodigio, 370

Del fumo si innalzava tra le montagne, le campane battevano e le guardie in gran fretta lasciavano le mura per imboccare il sentiero tortuoso verso ovest. 

<<Lo hanno dato alle fiamme, caricate dei barili con dell’acqua!>> urlava il Tenente mentre il resto della truppa accorreva alle rastrelliere. 

Le vedette sull’Alta Torre scrutavano a nord in cerca di navi nemiche, i miliziani a sud con passo affrettato battevano le sponde del fiume in direzione di Kar-Amaz.

Nulla all’orizzonte. Come fantasmi.

«Udite udite o popolo di Mira! E’ una tragedia immane quella che vi annuncio: il monastero presso Genesi delle Acque è andato distrutto da forze ostili e senza cuore! Non è ancora chiaro chi ci sia dietro questo crimine mirato al cuore di Genesi delle Acque ma alcuni parlano di un manipolo di uomini partiti di bianco e nero. Tra le macerie in fiamme sono stati trovati i corpi dei monaci del Drago, uccisi brutalmente. Fate attenzione ad aggirarvi tra le strade, tempi infelici ci si prospettano davanti!»

Tra gli sguardi sconcertati dei presenti in strada, c’era quello di un bambino. I suoi occhi osservavano lo strillone davanti a sé immaginando i dettagli della storia appena ascoltata. Nella sua mente andava formandosi quel monastero ora bruciato, attaccato da quelle forze misteriose che già altre volte aveva udito dallo strillone. Pensò a quei monaci, uccisi senza perché, e il fuoco attorno ad essi. Il suo pensiero, però, non poteva andare oltre: non poteva immaginare che un vecchio abate dal cuore buono sarebbe stato trovato assorto nelle sue preghiere e ucciso con una lancia in gola; non poteva immaginare che un monaco gentile, intento pulire il chiostro, avrebbe ricevuto un colpo di spada dritto al cuore; e non poteva immaginare che un vecchio furfante diventato monaco avrebbe tentato nuovamente di dare una svolta alla sua vita, tentando di allearsi con coloro i quali avevano ucciso i suoi fratelli, trovando, però, la morte in una mazza sulla faccia.


«Marcus vieni a giocare!»

Già, il bambino non poteva immaginare tutto questo.

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