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Braci sotto la cenere

Genesi delle Acque - 20 di Conciliazione, 370

Il sole quel giorno era pallido e a Damien sembava che portasse ben poco calore con sé, nonostante fosse ben alto nel cielo di Genesi. Forse, si disse il frate, quella sensazione di gelo nelle sue ossa non proveniva dall’aria mattutina ma da qualcosa dentro di lui.

Persò a questo e ad altri mille pensieri riguardo ciò che aveva perduto, così si ritrovò nella piazza del mercato intento a salire sul podio. Era giunto lì come in preda ad un sogno delirante e una volta giunto in cima si sentì quasi soffocare da quel gelo. Poi una scintilla, un’immagine balenò di fronte ai suoi occhi: fratello Denethor il custode del chiostro deturpato dalle fiamme, con gli occhi sbarrati e il cuore trafitto. Mai Mira aveva conosciuto uomo più mite, bastò questo e il gelo nelle suo vene si trasformò in fiamme che lo consumavano dall’interno.

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La sua voce tuonò “ Brava gente di Genesi, venite! Avvicinatevi! Unitevi a me quest’oggi, sono tempi bui questi e la gente comune come noi deve restare vicina! Noi non siamo potenti, non guidiamo eserciti e non regnamo su feudi! Siate pii e siate saldi perché molte sono le le ombre che si proiettano sulla nostra bella terra.

La guerra a sud è alle porte con le sue tetre promesse, la piaga Cinerea ci affligge e ci porta via i nostri cari, le strade sono in mano ai briganti e le messi scarseggiano perchè le braccia vengono strappate dai campi.

Sono qui oggi brava gente per mettervi in guardia, perchè so che siete feriti! Ognuno di noi ha perduto qualcosa durante questi anni e credetemi anche io ho il cuore infranto. Piango per la perdita della mia casa, piango per la perdita dei miei fratelli e piango, brava gente, per quello che potrei ancora perdere, perché oltre che un confratello del Drago sono anche un fedele cittadino dell’impero e come tale non posso fare altro in questi tempi che volgere una supplica alla nostra amatissima fanciulla del miracolo, la nostra Imperatrice! Noi siamo tuoi figli devoti! siamo feriti! TU, che sei illuminata da Tiamatei, guidaci in queste acque incerte perché siamo ciechi! A Mira tutta è necessaria la tua saggezza!

 

Vi dico infatti che tra chi minaccia le nostre case, i nostri averi, le nostre famiglie, il più pericoloso di tutti, è anche il più subdolo. Colui che come serpe striscia rifuggendo la luce per agire dove non visto, colpire l’indifeso, separare ciò che è unito e insinuare dubbio là dove c’è certezza!

Sarò chiaro come acqua che nasce alla sorgente brava gente di Genesi, si dice che nell’impero vaghi un mago. Ebbene vi dico che ciò è vero! Egli è astuto, con l’anima più nera della pece, è la minaccia sopra ogni altra, avete visto la sua crudeltà al tempio del Drago e nelle strade di Mira dove tormenta viandanti e indifesi, la sua mano è sporca del sangue di Capo dei Re e chissà quali altri atroci crimini progetta nell’ombra.   

Ma cosa possiamo noi contro questo male, vi chiederete! Possiamo opporre a lui e alle ombre l’arma più potente: possiamo PREGARE! Possiamo rimanere UNITI! Vedete amici egli è umano e può essere sconfitto come furono abbattuti quelli prima di lui, ha tentato di farci perire con i suoi subdoli inganni e col fuoco, ma NOI siamo ancora qui brava gente di Genesi, perché il Drago non può perire tra le fiamme! Ora il Drago è desto e ruggisce, chiamando a sé tutti coloro che sono amanti della pace e che non tollerano l’ingiustizia e il soppruso! ANDATE brava gente di genesi! Da est ad ovest! Dal confine degli Zadrak alle lande di Bianco respiro e portate queste mie parole, colui che è minacciato troverà in me un amico, chi sarà ferito troverà in me un aiuto e chi ha ancora coraggio nel cuore da difendere dal male questa bella terra troverà in me un fratello! INSIEME avremo ragione di questo Tiranno.

– Fratello Damien

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