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Le luci verdi della notte

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Forza dell'Orso. Agon, 370.

Forza dell’orso era ancora tormentata dal vento gelido della stagione rigida, che nonostante si fosse già giunti al mese di Caccia stentava a lasciar posto alla sorella più mite, motivo per cui River Ottocolpi quella sera era lieto di tornarsene a casa al tramonto e lasciare la parte più fredda del giorno ai colleghi. Era quasi arrivato il momento del cambio della guardia cittadina infatti, quando il soldato si sentì tirare per un lembo del suo tabarro.

“Signore ti prego tu puoi aiutarmi?”

Una piccola bambina esile e piena di bruciature sui sudici abitini consunti si aggrappava alla stoffa, con gli occhi lucidi che spiccavano nel viso sporco di cenere. Aveva le ginocchia sbucciate e sporche di terra e forse, River constatò una volta chinatosi per darle soccorso, una costola o due incrinate ma per fortuna non aveva ferite gravi. 

“Cosa ti è successo, bambina?! Per amor di Sandal, dov’è la tua famiglia?!”

Ma a queste parole gli occhi della piccola si riempirono di lacrime. Inutile fu qualsiasi gesto consolatorio e presto il soldato si ritrovò incapace di proferire parola.

“La mamma mi aveva detto – sussurrò tra i singhiozzi – che le luci verdi della notte erano lontane e non ci avrebbero raggiunto. Diceva che si trattava di stelle che cercavano di attirare la nostra attenzione colorandosi, per essere più belle, ma io sentivo i botti e la terra tremare. Lei però diceva che non era niente. Poi un giorno un signore con un lungo taglio sulla guancia e la camicia di due colori è venuto al mercato e tutto si è fatto verde e polveroso. Io ho visto tutto, le travi che cadevano sui banchi di frutta, gli altri bimbi che non piangevano più. Stavo dando da mangiare alle galline come mamma mi aveva chiesto, ma sono scappate. Non sentivo più niente e mi tremavano le gambe, sono andata a cercare papà ma una parte della nostra casa non c’era più, e lui era sotto la porta a dormire. La mamma non l’ho vista, e quindi sono venuta qua. So che la città ha le mura alte alte e i soldati grigi che difendono tutti.”

La bimba passò così a River un fazzoletto anch’esso bruciacchiato che portava il ricamo di una spiga blu, simbolo di un villaggio lì vicino, un piccolo agglomerato di fattorie e case di poveri pastori innocenti che poco avevano se non l’amore dei propri cari.

“Puoi andare a prendere la mia mamma e il mio papà, con la tua armatura?”

Da quella sera l’occhio e l’orecchio di River divennero estremamente sensibili ai botti che incessantemente coloravano la notte e accentavano il giorno. Non vi fu data in cui, dalle alte alte mura di Forza dell’Orso il soldato non si chiese quando sarebbe finita e soprattutto come. Nonostante l’impiego delle forze d’impero da parte dell’imperatrice, nonostante la presenza nelle strade di più teste d’inquisizione mai viste, la notte si colorava di verde, ancora ed ancora.

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